SICUREZZA

E’ il titolo di un libro scritto da Michele Nardelli e Mauro Cereghini per le Edizioni Messaggero di Padova.

Ne abbiamo parlato con uno degli autori, Michele Nardelli, in questa bella serata in cui siamo stati ospiti della Locanda gestita da Cinzia e Cristian Maffeis: grazie!

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Sopra il ponte

Dopo l’entrata in vigore a novembre 2018 delle nuove norme del cosiddetto “Decreto sicurezza” per molti nostri amici si prospettava la possibilità di … finire sotto un ponte!

Ecco perché la nostra associazione si è fatta promotrice della costituzione di un comitato di persone “reattive”! Ecco di seguito il Comunicato Stampa con cui ne è stata data notizia alla popolazione delle nostre Giudicarie (e non solo).

Ci sono persone tra noi attratte dalle storie di cui l’altro è portatore. È un desiderio di compartecipazione alla vita di chi ci sta accanto, un bisogno di incontro per rendere le proprie vite più ricche di senso. L’altro è chi incontriamo quotidianamente, ma può essere anche il “nuovo altro”.

In questi anni, con l’arrivo di alcuni richiedenti asilo politico dall’Asia e dall’Africa, molti giudicariesi si sono trovati, per scelta o per caso, ad interessarsi alla vita passata e presente di persone di cui solo poco prima non immaginavano neppure l’esistenza. Per questo, all’entrata in vigore del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, in materia di protezione internazionale e immigrazione, molti si sono chiesti cosa succederà a coloro che avevano imparato a conoscere, avendo in mente i singoli casi di persone che sono ancora in attesa di avere una risposta alla loro domanda di asilo politico.

È a partire dalle concrete esperienze maturate a fianco di chi era ed è nei progetti gestiti da Cinformi, che molti cittadini hanno manifestato la loro contrarietà alla chiusura dei corsi di lingua e cultura italiana, alla riduzione del supporto legale e socio-assistenziale, alla preclusione ad un supporto per la ricerca lavoro. Ci si è chiesti come possa fare una persona che non parla bene l’italiano, a districarsi tra la burocrazia, il sistema legale, la ricerca del lavoro e della casa….ci si è chiesti che senso abbia abbandonare a se stesse persone che già stanno sul nostro territorio, che senso abbia privarle degli strumenti che facilitano l’integrazione, l’indipendenza e la sicurezza.

Da alcune associazioni giudicariesi e da persone singole sono partite le prime richieste di maggiori informazioni e chiarimento; allo stesso tempo molti hanno palesato la disponibilità per attivarsi e colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni. Sono stati quindi organizzati incontri informativi dove vari professionisti legati al sistema accoglienza hanno fatto del loro meglio per aggiornare i volontari sui vari cambiamenti. Alcune risposte sono rimaste però inevase proprio perché la novità del decreto non ha permesso un aggiornamento specifico e univoco nemmeno ai vertici del sistema accoglienza, o per lacune del testo legislativo stesso.

Quindi proprio dal mondo associazionistico, fino a questo momento operante su specifiche aree delle Giudicarie, è nata l’esigenza di un tavolo di lavoro che dia la possibilità di confrontarsi, metta a disposizione e in condivisione le risorse e le conoscenze acquisite, faccia conoscere ai cittadini l’esistenza di una realtà positiva, generativa, concreta e partecipativa, supporti con forza l’idea che favorire l’integrazione è necessario e positivo per tutti, anche per noi Italiani.

Nasce così a Tione, un coordinamento attivo per tutte le realtà associative che si occupano di accoglienza sul territorio delle Giudicarie: il Comitato Sopra il Ponte.

Presenti al primo incontro Vite Intrecciate, la Cooperativa Cluster, l’Associazione More, il gruppo accoglienza di Caderzone, il gruppo di volontari che si occupa dei ragazzi richiedenti asilo del Banale, i datori di lavoro di alcuni ragazzi accolti prima del decreto vigente, privati cittadini ed amici dei ragazzi accolti a Cares, a San Lorenzo, a Roncone e tante altre realtà associative più o meno conosciute ma anch’esse impegnate quotidianamente sullo stesso fronte.

Il nome “Comitato Sopra il Ponte” nasce da una semplice constatazione: il nuovo decreto aumenterà esponenzialmente le file dei disperati che stazionano sotto i ponti, disperati a cui si stanno precludendo le opportunità di lavoro, di residenza, di inclusione sociale…quale sarà il destino di tutta questa gente se non sotto i ponti? Davvero pensiamo che basti un decreto restrittivo per impedire alla gente di rimanere sul territorio nazionale? Così è nata semplicemente l’idea di ”Sopra il Ponte”, affinché l’aiuto della nostra rete non costringa mai nessuno a trovare riparo nelle arcate sottostanti.

Se qualcuno avesse il desiderio di partecipare o volesse maggiori informazioni può contattarci all’indirizzo mail: comitatosoprailponte@gmail.com

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70 anni fa la DUDU

Emergency delle Giudicarie ci ha invitati, mercoledì 5 dicembre, ad una serata dal titolo: Diritti umani. Quali?

Dopo gli interventi di don Cristiano Bettega, di Alessandra Monaco, del Centro Astalli e di Vincenzo Passerini, anche noi abbiamo offerto la nostra testimonianza sui diritti umani, riferita all’esperienza di accoglienza vissuta a Roncone con i richiedenti asilo.

Qui puoi leggere quanto è stato detto:

Anniversario della DUDU – 10.12.2018

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Noi stiamo con Mimmo

L’Associazione Culturale More esprime solidarietà e sostegno al Sindaco di Riace, Domenico Lucano, posto in arresto dalla Guardia di Finanza con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti a due imprese, la Ecoriace e l’Aquilone, nate per dare lavoro agli abitanti disoccupati di Riace. Riace rappresenta ormai da molti anni un esempio di integrazione, basato sull’accoglienza, e riconosciuto a livello italiano ed europeo. Un modello che parte dai valori stessi della nostra Costituzione, che dimostra come sia possibile rovesciare la paura verso l’Altro e trasformarla in una straordinaria occasione di rinascita. Questo modello, che mostra un’alternativa al clima di odio instaurato in questi anni in Italia, è stato ed è tutt’oggi ostacolato in vari modi. Per mesi hanno cercato di strangolare economicamente l’amministrazione di Riace per minare la sua politica dell’accoglienza. Ora la notizia del provvedimento nei confronti del Sindaco. Nessuna inchiesta giudiziaria potrà però togliere dignità a ciò che Riace è stato in grado di fare e di essere in questi anni, trasformando un’emergenza in una speranza di progresso e di emancipazione. Riace merita tutto il nostro sostegno e rispetto. Per questo More ha deciso di esprimere solidarietà mandando questa mail di appoggio al Sindaco Domenico Lucano ed a tutta Riace. Buongiorno. Con questa mail l’Associazione Culturale More vuole esprimere al Sindaco Domenico Lucano e a tutta Riace piena solidarietà ed appoggio. Noi siamo un’Associazione con sede in Trentino, formata da persone e famiglie che sono entrate in contatto con le migrazioni, perché emigrate, immigrate o convinte del valore che assume l’Incontro con l’Altro. Ci siamo e ci stiamo impegnando per l’accoglienza di richiedenti asilo, per creare sul nostro territorio un clima solidale e multiculturale, per una crescita comune, assieme a tutti i cittadini del mondo. Questo ci accomuna a voi e per questo sentiamo che, ciò che è successo al Sindaco e a tutta Riace, riguarda anche noi. Rimaniamo uniti ricordando ciò che Paulo Freire ci ha insegnato: Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo. Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: ci si libera insieme.

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Compiti o vacanze?

ALLENAMENTE ESTATE 18

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30/06/2018 · 23:34

Fattoria Scuola

Quest’anno abbiamo concluso le attività pomeridiane del progetto AllenaMente con un’uscita indimenticabile: Vite Intrecciate e la sua Fattoria didattica!

La natura è stata la nostra scuola: gli animali e le erbe odorose. Maria ci ha insegnato ad usarle per confezionare il sale aromatizzato. Francesco ci ha fatto giocare e cantare con la chitarra: “Cow Boy – Ragazzo Mucca”.

Soprattutto abbiamo imparato come è bello e interessante abitare in una grande casa aperta a tanti amici, dare e ricevere, lavorare insieme per i più poveri.

 

Grazie Vite Intrecciate!! Arrivederci a presto!!

 

 

 

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Il nuovo altro: la Grande Occasione

 

Un grazie ad Erica che, sabato sera, 3 marzo, ha voluto inaugurare il nostro progetto nuovo con una pagina semplice e profonda di un giornalista straordinario.

La trascriviamo per chi non era presente e per tutti gli amici del blog.

La vera sfida del nostro tempo – l’incontro con il nuovo altro, altro per razza e per cultura – nasce anche da un più ampio contesto storico. In particolare, la seconda metà del XX secolo è un periodo in cui due terzi della popolazione mondiale si liberano dalla dipendenza coloniale diventando cittadini di stati almeno nominalmente indipendenti. Un po’ per volta questa gente comincia a riscoprire il proprio passato, i propri miti, le proprie radici, la propria storia, il senso della propria identità nonché, evidentemente, l’orgoglio che ne deriva. Comincia a sentirsi se stessa, a sentirsi padrona del proprio destino e a guardare con odio tutti i tentativi di trattarla come un oggetto, una comparsa, uno sfondo, una vittima nonché un passivo oggetto di dominazione.

Il nostro pianeta, popolato per secoli da un ristretto gruppo di gente libera e da molteplici strati di gente sottomessa, oggi è abitato da un numero sempre crescente di nazioni e società sempre più convinte dell’importanza del proprio valore individuale.

È un processo che spesso si attua tra grandi difficoltà, grandi drammi e conflitti.

Può darsi che ci stiamo inoltrando in un mondo così completamente nuovo e diverso che le esperienze storiche in nostro possesso non siano sufficienti a comprenderlo e a muovercisi.

Comunque sia, il mondo in cui stiamo entrando è il Pianeta della Grande Occasione. Un’occasione non incondizionata, ma alla portata solo di coloro che prendono il loro compito sul serio, dimostrando automaticamente di prendere sul serio se stessi. Un modo che se, da un lato offre molto, dall’altro chiede anche molto e dove cercare facili scorciatoie significa spesso non arrivare da nessuna parte.

Vi incontreremo continuamente il nuovo altro, lentamente emergente dal caos e dalla confusione del mondo contemporaneo. Può darsi che questo nuovo altro scaturisca dall’incontro tra le due opposte correnti che formano la cultura del mondo moderno: la corrente che globalizza la nostra realtà e quella che conserva le nostre diversità, la nostra unicità e irripetibilità. Può darsi che egli ne sia il frutto e l’erede. Per questo dobbiamo cercare di stabilire con lui un dialogo e un’intesa. L’esperienza di tanti anni trascorsi in mezzo agli altri di paesi lontani mi insegna che la benevolenza nei loro confronti è l’unico atteggiamento capace di far vibrare la corda dell’umanità.

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