Compiti o vacanze?

ALLENAMENTE ESTATE 18

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30/06/2018 · 23:34

Fattoria Scuola

Quest’anno abbiamo concluso le attività pomeridiane del progetto AllenaMente con un’uscita indimenticabile: Vite Intrecciate e la sua Fattoria didattica!

La natura è stata la nostra scuola: gli animali e le erbe odorose. Maria ci ha insegnato ad usarle per confezionare il sale aromatizzato. Francesco ci ha fatto giocare e cantare con la chitarra: “Cow Boy – Ragazzo Mucca”.

Soprattutto abbiamo imparato come è bello e interessante abitare in una grande casa aperta a tanti amici, dare e ricevere, lavorare insieme per i più poveri.

 

Grazie Vite Intrecciate!! Arrivederci a presto!!

 

 

 

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Il nuovo altro: la Grande Occasione

 

Un grazie ad Erica che, sabato sera, 3 marzo, ha voluto inaugurare il nostro progetto nuovo con una pagina semplice e profonda di un giornalista straordinario.

La trascriviamo per chi non era presente e per tutti gli amici del blog.

La vera sfida del nostro tempo – l’incontro con il nuovo altro, altro per razza e per cultura – nasce anche da un più ampio contesto storico. In particolare, la seconda metà del XX secolo è un periodo in cui due terzi della popolazione mondiale si liberano dalla dipendenza coloniale diventando cittadini di stati almeno nominalmente indipendenti. Un po’ per volta questa gente comincia a riscoprire il proprio passato, i propri miti, le proprie radici, la propria storia, il senso della propria identità nonché, evidentemente, l’orgoglio che ne deriva. Comincia a sentirsi se stessa, a sentirsi padrona del proprio destino e a guardare con odio tutti i tentativi di trattarla come un oggetto, una comparsa, uno sfondo, una vittima nonché un passivo oggetto di dominazione.

Il nostro pianeta, popolato per secoli da un ristretto gruppo di gente libera e da molteplici strati di gente sottomessa, oggi è abitato da un numero sempre crescente di nazioni e società sempre più convinte dell’importanza del proprio valore individuale.

È un processo che spesso si attua tra grandi difficoltà, grandi drammi e conflitti.

Può darsi che ci stiamo inoltrando in un mondo così completamente nuovo e diverso che le esperienze storiche in nostro possesso non siano sufficienti a comprenderlo e a muovercisi.

Comunque sia, il mondo in cui stiamo entrando è il Pianeta della Grande Occasione. Un’occasione non incondizionata, ma alla portata solo di coloro che prendono il loro compito sul serio, dimostrando automaticamente di prendere sul serio se stessi. Un modo che se, da un lato offre molto, dall’altro chiede anche molto e dove cercare facili scorciatoie significa spesso non arrivare da nessuna parte.

Vi incontreremo continuamente il nuovo altro, lentamente emergente dal caos e dalla confusione del mondo contemporaneo. Può darsi che questo nuovo altro scaturisca dall’incontro tra le due opposte correnti che formano la cultura del mondo moderno: la corrente che globalizza la nostra realtà e quella che conserva le nostre diversità, la nostra unicità e irripetibilità. Può darsi che egli ne sia il frutto e l’erede. Per questo dobbiamo cercare di stabilire con lui un dialogo e un’intesa. L’esperienza di tanti anni trascorsi in mezzo agli altri di paesi lontani mi insegna che la benevolenza nei loro confronti è l’unico atteggiamento capace di far vibrare la corda dell’umanità.

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Da “apriamoci” a “incontro con l’altro”

IMG_5984 Molti conoscono e talvolta identificano More per il suo progetto “Apriamoci”.

Esso nacque 2 anni e mezzo fa per la necessità di occuparci non solo dell’insegnamento dell’Italiano come seconda lingua (come già fatto da molti anni) ma anche della gestione di una casa di accoglienza per ragazzi richiedenti asilo nel paese di Roncone con un annesso laboratorio.

“Apriamoci” era sì una iniziativa di gestione di una emergenza su mandato del governo, ma era anzitutto un invito a buttar giù muri, ad aprire porte della mente e del cuore alla realtà di un mondo vasto che ci coinvolge ormai direttamente senza scuse. “Apriamoci” era la convinzione che questa realtà fosse una grande opportunità di crescita e di innovazione anche per i nostri piccoli paesi di montagna. “Apriamoci” era la scommessa che ci fosse tanto da imparare e da ricevere da tutti, di qualsiasi credo e colore.

Con questo mese il progetto Apriamoci chiude. Chiude perché quegli obiettivi, pur fra luci ed ombre che certo non ci nascondiamo, sono stati raggiunti.

Oggi non si tratta più di aprire porte e strade. Oggi e d’ora in poi si tratta di continuare quel processo che ormai è in atto e che è irreversibile, qui come ovunque: l’incontro di popoli e di culture.

Siamo stati uno degli enti della cosiddetta “seconda accoglienza”, quella che accompagna i richiedenti asilo nel tempo che intercorre fra la domanda di asilo e la risposta della Commissione competente. E lo siamo stati dando grande attenzione all’aspetto della formazione e dell’inserimento lavorativo. Con il passaggio nella gestione della casa di accoglienza alla Croce Rossa (avvenuto il primo maggio 2017) e con il passaggio del testimone dell’inserimento lavorativo alla Cooperativa Cluster (inaugurazione del capannone di Pieve di Bono al primo febbraio 2018), ci muoviamo in un tempo/compito nuovo e possiamo guardarci indietro per un provvisorio bilancio:

  • nove ragazzi dei primi dodici che abbiamo accolto, arrivati in Italia fra il 2014 e il 2015 attraversando il Mediterraneo, oggi lavorano in altrettante aziende giudicariesi;
  • cinque di loro hanno una abitazione autonoma da normali inquilini
  • alcuni hanno superato il primo livello di apprendimento dell’italiano e frequentano corsi presso la scuola pubblica e la scuola guida
  • tre famiglie rifugiate hanno messo qui le loro radici (nella foto il battesimo di un bimbo della famiglia residente a Tione)

Parallelamente cresce in Giudicarie la seconda accoglienza per numeri e diffusione.

Altre case oltre a quella di Roncone sono oggi attive e altri enti e amministrazioni comunali si sono messi in gioco per la loro gestione. Tre anni fa quando di accoglienza solo si balbettava fra noi, non potevamo immaginare tutto quello che è poi accaduto. E’ accaduto perché tante persone hanno detto: “Sì, apriamoci!”

Tutto il grazie va a loro. Il progetto – come ogni progetto deve fare prima o poi – chiude. La reciproca accoglienza e la solidarietà no. C’è tanto da fare … nei rapporti anzitutto.

Per questo More ha deciso di dare vita ad un nuovo progetto dal titolo impegnativo: “Incontro con l’altro”. Parte una nuova scommessa …

 

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Eccoci, 2018

 Sì! Siamo partiti anche quest’anno con le nostre attività dei compiti … compiti felici, ovviamente!

Questo è il disegno che ci ha lasciato M.N. La sua famiglia si trasferisce altrove e non sarà ancora con noi, ma così, nella nostra icona whatsapp, continuerà a farsi presente con la sua “arte” e simpatia.

Noi continuiamo con nuovi bambini e ragazzi. Stessi gli orari:

lunedì, mercoledì e venerdì – dalle ore 15:00 alle ore 17:00

Vi aspettiamo!!

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Solo due anni fa …

Il 22 agosto 2015 moriva a Fontem, in Camerun, Pia Rosa Fatica … una donna straordinaria per la quale è cominciato un progetto nuovo e, ora possiamo dirlo, sorprendente.

Raccogliendo documenti, foto, lettere … ascoltando testimoni, soprattutto Bangwa, il popolo che anche grazie a lei ha ricominciato a vivere e a prosperare, la nostra piccola associazione si è trovata a collaborare con tanti soggetti e a promuovere la diffusione di una storia che piace e che parla di “mondo unito”.

Grazie Pia! Il tempo passa, ma il tuo ricordo no: questa è l’immortalità nel pensiero africano. Siamo felici di essere ormai con tanti parte di questa storia.

Pia e il fon

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Appuntamento ad Oratino (CB)

Il prossimo 5 agosto, in Molise, ad Oratino dove è nata, si ricorderà Pia Rosa Fatica, una donna, un’ostetrica che ha lasciato dietro a sé una scia di bene e di gratitudine per aver contribuito alla salvezza della tribù Bangwa (del territorio di Lebialem, nel Camerun).

I Bangwa sono diventati la sua famiglia ed essi l’hanno insignita del titolo di Regina, Regina dell’amore: Mafua Nkong.

More sarà presente ad Oratino come capofila della rete di soggetti che hanno voluto farla conoscere mediante un prodotto multimediale, un videolibro dal titolo MAFUA NKONG.

Eccone qui un’anteprima:

 

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